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  piblo70 [ Raccolta di pensieri,scritti,sensazioni...tutto ciò che è mio ]
 
 
         
 


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11 gennaio 2012

Dialoga la morte

Oggi...me sento un pò acciaccato

Morte: quarche dolore?

Si, proprio 'na fitta, qui ar costato
quasi ch'er fiato se fosse appesantito
sto core...che quasi più nun sento, come n'avessi solo pè 'n'alito de vento.
Me devo riposà, poi c'ho da fà 'na cosa, pè favore
aricordamelo quanno me svejio, che mò, pure st'occhi me se chiudono.

Morte: Allora nun fa più fatica, non parlà, nun te stà a prenne briga,
lassa sta, nun sta a perde tempo cor respiro,
nun te te prende più pena pè lottà ancora, tajiamola sta cima, tocca tojie l'ancora.
Conta i lenti battiti come pecorelle, t'aiuteranno a pjià sonno quelle
nun l'aprì l'occhi, aricordale le stelle,
nun c' bisogno de guardalle, pè sapè quanto sò belle.
Lassa perde ogni pensiero, nun c'è niente de importante, tranquillo
hai fatto tutto quello che dovevi...eri solo 'n'omo, hai fatto quello che potevi

Io ero? Ma scusa, tu chi sei?

Morte: Io sò chi ce stà nell'ora certa, c'è chi me dice che sò parca,
atropo la terza, c'è chi me disegna assai smagrita
cò na veste tutta nera, e pure sì nun serve assai me sfina
e la farce, quella è vera,altro attrezzo pè tajia, li fili de 'na vita.
C'è chi dice sò la puttana de la morte, solo perchè metto fine a parola sorte
ma nun me la prendo, chi resta è più incazzato e nun me offendo,
e l'ho sempre perdonato,tanto prima o poi me tocca,d'andà a fajie compagnia.
Ma bada bene, nun è fine, è solo 'na trasformazione.  




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4 marzo 2008

PuRazza

Quasi un anno di silenzio, quasi una polemica visto l'ultimo post scritto, quasi la decisione di non tornare a scrivere, quasi la voglia di lasciar cadere nel dimenticatoio quanto detto, quasi... ma un avverbio di similitudine non è di certo un verbo, non incarna quindi una decisione, di non scrivere più, di non tornare.
Un pò di rabbia tolta? Un pò di smalto perso? Ispirazione terminata?
Mi ero semplicemente stancato, mi sentivo a volte di parlare al vento...
Cosa mi fa tornare?
Mi sono semplicemente ricordato che se c'è un pensiero che può forse far riflettere è giusto dirlo.
Ha ancora senso parlare di purezza della razza?
Per qualcuno si, per qualcuno è ancora giusto esprimersi in questi termini.
Questo individuo ne conosce realmente il significato o è in grado di comprendere esattamente il senso di ciò che dice?
In diritto la capacità di intendere consiste nella capacità di comprendere se i propri atti possono contrastare con prescrizioni di legge o se i propri comportamenti costituiscono reato o meno, se pure nel caso specifico siamo al limite del reato e pur volendo tralasciare questo aspetto, considero importante sottolineare   che occorre avere la   capacità di comprendere     l'intimo significato di ciò che si dice e di ciò che si fa, perchè il pensiero è alla base dell'agire di un uomo ed è in grado di influenzare un altro individuo, specie un minore in età di apprendimento, peggio se il figlio.
Persone di colore diverso, di religione diversa o semplicemente di altre nazioni possono "sporcare" una razza?
Occorre a volte ragionare anche sui contrari per comprendere a fondo il significato di una parola...soprattutto quando si parla di bambini...

"Le esternazioni razziste proferite in un contesto privato non sono mai punibili. Un contesto è considerato privato se tra le persone sussiste un rapporto di fiducia di caratere ufficiale o personale".

Esiste una "sanzione" di gran lunga differente da quella che scaturisce dall'azione penale, in questo caso da rendere certamente esecutiva all'interno di una sfera personale e morale, che conduca all'isolamente di chi ha come proprio credo la purezza di una razza.

Ha ancora senso parlare di purezza della razza?
Allora ha senso tornare qui a scrivere.




permalink | inviato da piblo70 il 4/3/2008 alle 21:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa


4 gennaio 2007

In Redazione a Il Calibano…

…c’ chi (Albatroferito) aveva chiesto espressamente alla redazione che venisse ricordato nella home page de Il Cannocchiale il blog di Piergiorgio Welby Il calibano  (visto che fa parte di questa stessa piattaforma).

C’è chi (la redazione) non ha dato risposta né positiva né negativa a tale richiesta datata 21 Dicembre, richiesta lanciata da Albatroferito ed ora accolta da numerosi altri blogger.

La Redazione non è entità che vive di vita propria, impersonificata che so, in Reda e Zione che possono anche non dare alcuna risposta, ma è composta di  persone che, a prescindere dalle proprie convinzioni di qualunque genere potrebbero o meglio dovrebbero dare quanto meno una risposta anche negativa ed in ogni caso motivata, visto che svolgono un servizio ad una comunità di alias composti di viscere.




permalink | inviato da il 4/1/2007 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


28 dicembre 2006

Sadd'ammazza'?

Pro o contro la pena di morte di Saddam Hussein?


La domanda più esatta come sempre è quella alla radice: pro o contro la pena di morte?


Rappresentanti di Stati Esteri (per citare i maggiori Stati Uniti e Gran Bretagna) assolutamente d’accordo, altri (leggi Italia) contro, però spesso il rischio è quello di esporsi più per credo politico  che per coerenza: chi oggi è d’accordo per la pena di morte di Saddam fino a ieri non riconosceva Pinochet come dittatore ed era contraria persino ad ogni genere di processo (e si che ne ha fatta volare di gente dagli aeroplani giù sulle Ande senza paracadute...e non solo).


Chi oggi critica la pena di morte di Saddam magari ritiene giusta l’uccisione ad esempio di Mussolini senza processo.


La domanda da porsi è ancora una volta la stessa: pro o contro la pena di morte? La risposta può essere una sola, ma attenzione a non adattarla per convenienza di credo politico.


Io personalmente sono contrario alla pena di morte e favorevole all’ergastolo senza sconti di pena di certo per chiunque si sia macchiato di crimini contro l’umanità,   qualunque sia l’età che abbia e qualunque siano le sue condizioni di salute: i dittatori sono dittatori e basta, qualunque  nazionalità abbiano, qualunque sia il loro credo politico o il paese straniero che lo appoggi.


Molto più lungo e per questo molto meno indolore.


…la coerenza non è serva della propria "bandiera"…




permalink | inviato da il 28/12/2006 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


19 dicembre 2006

Odissea libro XII

...Alle Sirene giungerai da prima,

Che affascìnan chïunque i lidi loro

Con la sua prora veleggiando tocca.

Chïunque i lidi incautamente afferra

Delle Sirene, e n'ode il canto, a lui

Né la sposa fedel, né i cari figli

Verranno incontro su le soglie in festa.

Le Sirene sedendo in un bel prato,

Mandano un canto dalle argute labbra,

Che alletta il passeggier: ma non lontano

D'ossa d'umani putrefatti corpi

E di pelli marcite, un monte s'alza.

Tu veloce oltrepassa, e con mollita

Cera de' tuoi così l'orecchio tura,

Che non vi possa penetrar la voce.

Odila tu, se vuoi; sol che diritto

Te della nave all'albero i compagni

Leghino, e i piedi stringanti, e le mani;

Perché il diletto di sentir la voce

Delle Sirene tu non perda. E dove

Pregassi o comandassi a' tuoi di sciorti,

Le ritorte raddoppino ed i lacci.

Poiché trascorso tu sarai, due vie

Ti s'apriranno innanzi; ed io non dico,

Qual più giovi pigliar, ma, come d'ambo

Ragionato t'avrò, tu stesso il pensa.

Vedrai da un lato discoscese rupi

Sovra l'onde pendenti, a cui rimbomba

Dell'azzurra Anfitrite il salso fiotto.

Gl'Iddii beati nella lor favella

Chiàmanle Erranti. Non che ogni altro augello,

Trasvolarle non sanno impunemente

Né le colombe pur, che al padre Giove

Recan l'ambrosia: la polita pietra

Sempre alcuna ne fura, e della spenta

Surroga invece altra colomba il padre.

Nave non iscampò dal periglioso

Varco sin qui: ché de' navigli tutti

Le tavole del pari e i naviganti

Sen porta il vincitor flutto, e la pregna

Di mortifero foco atra procella.

Sola quell'Argo che solcava il mare,

Degli uomini pensiero e degli dèi

Trapassar valse, navigando a Colco:

E se non che Giunon, cui molto a cuore

Giasone stava, di sua man la spinse,

Quella non meno avrìan contra le vaste

Rupi cacciata i tempestosi flutti.

Dall'altra parte havvi due scogli: l'uno

Va sino agli astri, e fosca nube il cinge

Né su l'acuto vertice, l'estate

Corra o l'autunno, un puro ciel mai ride.

Montarvi non potrebbe altri, o calarne,

Venti mani movesse e venti piedi:

Sì liscio è il sasso e la costa superba.

Nel mezzo, vôlta all'occidente e all'orco,

S'apre oscura caverna, a cui davanti

Dovrai ratto passar; giovane arciero

Che dalla nave disfrenasse il dardo,

Non toccherebbe l'incavato speco.

Scilla ivi alberga, che moleste grida

Di mandar non ristà. La costei voce

Altro non par che un guaiolar perenne

Di lattante cagnuol: ma Scilla è atroce

Mostro, e sino ad un dio, che a lei si fesse,

Non mirerebbe in lei senza ribrezzo.

Dodici ha piedi, anterïori tutti,

Sei lunghissimi colli, e su ciascuno

Spaventosa una testa, e nelle bocche

Di spessi denti un triplicato giro,

E la morte più amara in ogni dente.

Con la metà di sé nell'incavato

Speco profondo ella s'attuffa, e fuori

Sporge le teste, riguardando intorno

Se delfini pescar, lupi, o alcun puote

Di que' mostri maggior che a mille a mille

Chiude Anfitrite nei suoi gorghi e nutre.

Né mai nocchieri oltrepassaro illesi:

Poiché quante apre disoneste bocche,

Tanti dal cavo legno uomini invola.

Men l'altro s'alza contrapposto scoglio

E il dardo tuo ne colpirìa la cima.

Grande verdeggia in questo e d'ampie foglie

Selvaggio fico; e alle sue falde assorbe

La temuta Cariddi il negro mare.

Tre fiate il rigetta, e tre nel giorno

L'assorbe orribilmente. Or tu a Cariddi

Non t'accostar mentre il mar negro inghiotte;

Ché mal saprìa dalla ruina estrema

Nettuno stesso dilivrarti. A Scilla

Tienti vicino, e rapido trascorri.

Perder sei de' compagni entro la nave

Torna più assai, che perir tutti a un tempo".

Tal ragionava; ed io: "Quando m'avvegna

Schivare, o Circe, la fatal Cariddi,

Respinger, dimmi il ver, Scilla non deggio,

Che gli amici a distruggermi s'avventa?"

"O sventurato", rispondea la diva

Dunque le pugne in mente ed i travagli

Rivolgi ancor, né ceder pensi ai numi?

Cosa mortal credi tu Scilla? Eterno

Credila, e duro, e faticoso, e immenso

Male, ed inespugnabile, da cui

Schermo non havvi, e cui fuggir fia ìl meglio

Se indugi, e vesti appo lo scoglio l'armi,

Sbucherà, temo, ad un secondo assalto,

E tanti de' compagni un'altra volta

Ti rapirà, quante spalanca bocche...

 




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5 dicembre 2006

Dichiarazioni Taromina

Il mio pensiero stavolta non si vuole soffermare sulla innocenza o colpevolezza della Franzoni, quel che mi interessa sottolineare sono le dichiarazioni rilasciate dall'Avvocato Taormina, che accusa i giudici di aver instaurato un "processo sovietico" in cui si dà della pazza alla sua assistita.A parte che gli esperti nominati dal giudice sono ben quattro e sono anche cosa diversa dall'esperto dell'accusa, l'avvocato non dovrebbe lasciarsi andare a commenti "da bar" mantenendo in ogni caso un atteggiamento professionale senza dover per forza mettere in discussione chi decide e sapendo benissimo che il processo penale si regge su tutta una serie impressioanente di garanzie per l'imputato che non possono essere assolutamente definite "di regime". La difesa e l'accusa sono parte integrante di un meccanismo che ha come fine l'accertamento dei fatti; gli esperti fanno parte di questo stesso meccanismo ed il giudice è terzo, giudica sulla base delle prove portate in aula durante il contraddittorio dalla difesa e dall'accusa e si basa sulle perizie tecniche. Non sarà stato "il processo" a dare della pazza alla sua cliente, semmai qualcosa sarà emerso dalle perizie degli esperti.Non è certo cosa buona mettere in discussione il funzionamento del processo se l'esito non è di gradimento, se l'avvocato ritiene di esser stato leso concretamente nelle sue posizioni difensive avrà allora tutte "le carte" per poter agire di conseguenza, all'interno delle stesse regole che lui è tenuto a rispettare... senza dover menzionare l'episodio delle false prove create dagli esperti di parte nominati da lui...se ben ricordo...magari ricordo male...




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30 novembre 2006

Manifestazione a pagamento

...ed ecco che per creare nuovi posti di lavoro precari Berlusconi assume sbandieratori e gli uomini-bandiera, rigrosamente pagati per partecipare alla manifestazione organizzata da Forza Italia...e visto che l'Udc non partecipa a quanto pare si preoccupa pure di comperare 1500 bandiere dell'Udc da far portare in piazza... anche la piazza trasformata in televisione, dove tutto è finzione.




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22 novembre 2006

la cdl prepara...

...la manifestazione del 2 dicembre e tra un preparativo e l'altro pensa al modo in cui poter farci su due soldi, vendendo gadget, magliette e mutande a "soli" 15 euro... chissà se faranno lo scontrino...




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17 novembre 2006

La mafia va smitizzata...

Lo ha detto Cuffaro, in uno show improvvisato durante Annozero, infilandosi la coppola in testa, come se fosse questo il capo d'abbigliamento del mafioso. Oramai il vestito tipico sono la giacca e la cravatta, almeno ai ruoli di vertice. Dagli uomini che svolgono un ruolo rappresentivo all'interno dello Stato non vorrei mai sentir dire che la mafia va smitizzata, che la mafia non esiste o che con la mafia dobbiamo conviverci (ministro Lunardi?)... vorrei sentir piuttosto dire che la "mafia è una montagna di MERDA" e meglio ancora vorrei vedere coerenza...non sentire...




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7 novembre 2006

Giochino stupido

e va bene confesso, oggi pomeriggio non ho proprio niente da fare... giochino stupido che mi ha fatto troppo ridere...

http://www.fastgames.com/lustforbust.html




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sfoglia     marzo       

Sto leggendo Il corpo sa tutto di Banana Yoshimoto anche se il mio autore preferito è Gabriel Garcia Marquez di cui ho letto tutto. Sto ascoltando Bjork, Peter Gabriel, Mike Oldfield, M. Deidda, Federico Salvatore, De Andrè, Rino Gaetano...ascolto quasi di tutto, musica classica inclusa, tranne ciò che è commerciale. Film "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser...E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia... E' tempo di morire" (Blade Runner). Ne dico tante di ... questa è una di quelle! La vita è un pò come una palla: possiamo passarla, calciarla piano o forte, con o senza effetto per realizzare il nostro "gol"...siamo noi che decidiamo come giocarla. La notra Realizzazione passa attraverso la nostra Azione (piblo70).




http://www.liberalcafe.it/maratonabloggers.htm


http://www.beppegrillo.it/condannati_parlamento.php?referrer=grillo


 

Suonerie